La luce degli istanti felici di Marco Proietti Mancini, Edizioni della Sera

26.06.2021

"La Luce degli istanti felici" è un libro di Rinascita. 

E di Speranza. 

E di Amore, quello più puro, quello più semplice, quello più schietto. 

Un azzardo certo scegliere di parlare della storia di una famiglia popolare, anonima, uguale a tante altre, in un panorama letterario che da sempre ce ne offre esempi a piene mani (la letteratura sudamericana con i suoi nomi roboanti ne ha un florilegio).

Un successo, tuttavia, una scelta felice se la storia di quella famiglia (padre, madre e tre figli di diverse età) la collochi, come fa Marco Proietti Mancini, nella Roma della seconda metà degli anni 50 e la colori coi volti dei tanti personaggi carichi di meravigliosa umanità, tratteggiati da una penna soave e delicata, che gravitano intorno a Benedetto e Elena. 

La guerra è finita ma non nel cuore e negli incubi di chi come Bittuccio e Benedetto l'hanno vissuta in prima persona. 

La città si rialza dalle macerie dei bombardamenti - un gioiello narrativo la famiglia a bordo della Seicento nel quartiere di san Lorenzo - s'innalzano gru, si aprono cantieri, nascono quartieri nuovi e rinascono quelli incompiuti come l'EUR, non c'è ancora il raccordo anulare a circondare Roma per facilitare gli spostamenti. 

E'una città che offre ancora ampi squarci di campagna e che, nel fluire elegante del racconto nel quale i personaggi si lasciano guidare dall'autore in una tacita alleanza che rende vincente l'esperienza letteraria, si prolunga verso il paese, verso Subiaco dove tutto ha inizio e dove la famiglia conserva in preziosi scrigni la luce degli istanti felici. 

Si diceva rinascita e speranza, perché da quelle macerie Benedetto e Elena ricostruiranno la loro esistenza: ragioniere lui, casalinga lei, una casetta con un bagno solo, l'automobile pagata a rate da usare solo in fine settimana, il tinello vanto della padrona di casa, il telefono nero appeso al muro che "sicuri che non paghiamo? paga solo  lei giusto?". 

Un ricominciare il loro che si basa sulla fiducia reciproca, sul saper disinnescare i momenti conflittuali, sui silenzi carichi di comprensione e di affidamento nelle reciproche capacità. In quel fare l'amore senza disturbare, quell'istante davvero luminoso che li ricompensa delle assenze patite, del dolore provato, delle enormi difficoltà provocate dal conflitto intorno a loro. 

Questo libro ci serviva. Ci serve per rialzarci senza il peso che la pandemia inattesa ha caricato sulle nostre spalle, per ricominciare a riappropriarci degli istanti felici della nostra vita, della loro indescrivibile luce, la luce di quelle giornate "in cui la felicità è uguale per tutti , per l'ufficiale di marina e il poliziotto, il pensionato e il bambino, uomini e donne felici allo stesso modo, proprio perché sono insieme, a vivere una vita semplice. Ed è proprio in quella semplicità che sta la loro gioia". 

Maria Lovito

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